Circolo dei Libri

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Una canzone per Natale

22dicembre
2023

(m.f.) È Natale, lo si può dire e vivere in molti modi, tra memoria e tenerezza, incanto e malinconia, fede e feste. In libertà. Oggi evochiamo il tempo natalizio ricordando una bella canzone di Francesco De Gregori: “Natale”. La potete anche reperire via Internet, oggi chi cerca trova. È una canzone delicata, malinconica ma anche speranzosa. Nasce dentro un’aria di neve (come ci manca, oggi, qui!) nella timida attesa – illusa, disillusa, rilanciata – di qualcuno di amato che sta per tornare, insomma dovrebbe, chissà se arriva? Sarà l’innamorata, una vecchia fiamma, un affetto appena sbocciato da approfondire, una cara persona che ritorna? Ma il tempo di Avvento dice anche l’attesa del Mistero totale della vita, no? E allora si aspetta sempre, verso Natale, il bussare di qualcuno cui si vuole bene ma anche di qualcosa (qualcuno?) che sia il senso stesso di tutto il voler bene nostro e del mondo e di sempre. Basta discorsi, ecco alcuni di quei versi (poi se volete ascoltate tutta la canzone): “C’è la luna sui tetti c’è la notte per strada/e le ragazze ritornano in tram/ci scommetto che nevica, tra due giorni è Natale/ ci sommetto dal freddo che fa./ E da dietro la porta sento uno che sale/ma si ferma due piani più giù/ è un peccato davvero ma io già lo sapevo/ che comunque non potevi essere tu./ E tu scrivimi, scrivimi,/se ti viene la voglia/ e raccontami quello che fai/ se cammini nel mattino e ti addormenti di sera/ e se dormi, che dormi e che sogni che fai…/Qui la gente va veloce e il tempo corre piano/ come un treno dentro una galleria/tra due giorni è Natale e non va bene e non va male/buonanotte, torna presto e così sia”. E tu scrivimi. Che bello: se proprio non puoi venire, scrivimi. Dice ancora: “E tu scrivimi, scrivimi per il bene che conti/ per i conti che non tornano mai/ se ti scappa un sorriso e ti si ferma sul viso/ quell’allegra tristezza che hai.”

immagine: Gabriele Münter, "Petit déjeuner des oiseaux", 1934