Circolo dei Libri

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Per ricordare Cormac McCarthy: leggerlo

16giugno
2023

(mf) Il modo migliore per celebrare un grande scrittore che scompare è quello di leggerlo, rileggerlo. Ed è quello che vi invito a fare proponendo la lettura (o rilettura) di un suo romanzo capolavoro. Cormac McCarthy, morto l'altro giorno a 90 anni a Santa Fè (in quelle regioni del sud statunitense di terre geologiche desertiche e di canyon dove si era rifugiato da anni in una clausura anti-mondana, totalmente in fuga dai mass media e da ogni trama di incontri sociali) è certamente uno degli scrittori più intensi, strani, corposi e stupefacenti di questi ultimi cinquant'anni (almeno) in America e nel mondo. Già un classico: di una straordinaria modernità, anche. Fu il cantore amaro e spietato di un West americano selvaggio e ruvido, aspro, aridamente percorso da sentimenti secchi e guardinghi e da rari rigagnoli di umanità vera a placare la sete di vita e di possibile bellezza, in un drammatico contrasto fra istinti e desideri, maledizioni e tenerezze di cuori rattrappiti. Autore di western senza eroi e di colpe dostoievskiane senza troppe redenzioni, McCarthy è sembrato sempre inseguire nella sua narrativa (poliedrica e atipica) rare scaglie di mistero senza far sconti alla bruttezza di una umanità spesso vetrosa, diffidente e artigliosa per paura, dentro lo sfondo di una natura grandiosa ed ineffabile. I parecchi romanzi che ho letto di McCarthy (non sono tutti) posseggono una durezza screpolata e lasciano intravedere tuttavia rari spiragli di spiritualità, bagliori di mistero. L'ultimo suo libro, uscito da pochi mesi anche in Italia, "Il passeggero", non l'ho ancora letto, mi ci metterò: la critica lo sta valutando con sguardo di forte apprezzamento e sembra che esso confermi quella disperante spiritualità resistente di cui dicevo, dentro una temperie non priva di cupezze. Vedremo. Fra gli altri titoli, volendo dire le preferenze soggettive avrei detto fino a qualche anno fa "Oltre il confine" (un ragazzo che lascia la sua terra messicana, attraversando contrade e confini e intrecciandosi con la natura e con uomini buoni e cattivi trascinandosi dietro una lupa catturata e a modo suo addomesticata"….: epico, ti avvolge completamente) finché nel 2007 lessi in italiano, un anno dopo la sua pubblicazione in inglese, il suo ultimo libro (allora):"La strada". Che è un capolavoro, uno dei romanzi più fulminanti e forti degli ultimi decenni. Voglio ricordare per i nostri lettori Cormac McCarthy appena morto parlando appunto di quel libro: VIDEO e RECENSIONE