2026
John Fante
Einaudi
Tre titoli per conoscere John Fante o per tornare ad apprezzarlo. Tre piccoli gioielli narrativi per narrare lo steso rapporto difficile, amoroso, drammatico, comico, affettuoso e repulsivo di un giovane figlio nei confronti di un padre di carisma bizzarro e forte. John Fante (1909-1983) fu uno scrittore americano, anzi italo-americano perché nato nel freddo nevoso del Colorado ai primi del ‘900 ma figlio di padre immigrato negli USA dalla aspra e dolce terra d’Abruzzo. Nella scrittura ritmata, lucente, diretta, con rimandi talora di sceneggiatura cinematografica di John Fante c’è tutta la vena narrativa americana ma vi perdurano nascosti accenti latini, echi dialettali abruzzesi della nonna, sapori e odori di basilico in cucina, teatralità sentimentale, umori accesi, effluvi di vino rosso…. Fra i nomi alti della narrativa americana del ‘900 quello di John Fante spicca e possiede di diritto un proprio posto unico, originale. Il suo è un canto libero di umanità emotiva e tenace, fra sogni e rabbie, desiderio di successo e riscatto, fuga dalla povertà. Il corpus della produzione narrativa di Fante è poderoso, sin dagli inizi con lo stupefacente, brioso e malinconico “Aspetta primavera, Bandini”, dove condividiamo l’iniziazione alla vita adolescenziale e alla giovinezza di Arturo Bandini, con evidenti rimandi autobiografici (poi Arturo Bandini, sempre diverso, riapparirà giovanotto e adulto in tre mirabili romanzi: ”La strada per Los Angeles”, “Chiedi alla polvere”, “Sogni di Bunker Hill” (diciamo i suoi tre romanzi “maggiori”). Ma poi ci sono altri titoli mirabili, fra cui il solare, speranzoso e caldo “Full of live”. Ma qui, con riferimento al nostro video, abbiamo ritagliato un filone fantiano classico, quello, come si diceva, del rapporto aspro, difficile, affettivo, dipendente e ribellistico del protagonista di tre romanzi (con evidente calco autobiografico) con il padre: un padre ingombrante, muratore provetto, gran lavoratore e gran bevitore, donnaiolo impenitente a scapito della addolorata e paziente moglie (la classica moglie-madre italo-americana). Ruvido e bugiardo, orgoglioso e generoso a modo suo, egoista e sentimentale furente, il padre è amato e respinto: il rapporto è tutto un abbraccio, una ferita, una fuga, uno strappo. Qui e nel nostro video si indicano, oltre al primo e indimenticato romanzo citato (“Aspetta primavera, Bandini”, dove già la figura paterna del padre di Arturo, Svevo Bandini, incarna la ribalderia respingente e avvolgente del genitore) altri due titoli forti: “Un anno terribile” e “La confraternita dell’uva”, dove la figura del padre ingombrante e divisivo cambia il nome (diventa Nick Molise) ma non il vizio di essere troppo, troppo tutto. Ma fondamentale. É come leggere un ciclo, in cui la drammatica ma anche spesso comica, teatrale tensione fra padre e figlio non fa che confermare il miscuglio misterioso che lega come un cemento la realtà di una famiglia italo-americana carica di radici e di sogni, come quella di John Fante. Lo dice bene il bizzarro e geniale cantautore e scrittore Vinicio Capossela in una sua prefazione di una delle edizioni Einaudi del romanzo “La confraternita dell’uva”: “Fante è così attaccato alla famiglia che ne deve scappare. Com’è destino di tutti i figli più legati”. Qui si consigliano dunque tre romanzi uniti da quel filo tematico continuo e diversamente mosso: “Aspetta primavera, Bandini “ (video e recensione nel nostro sito), “Un anno terribile” e “La confraternita dell’uva”, editi da Einaudi. Ma si raccomanda tutta l’opera di Fante.
- Libro precedente
La ballerina
Patrick Modiano
Einaudi

