Circolo dei Libri

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08febbraio
2024

Guy de Maupassant

Garzanti

“Perché l’amore è forte come la morte”, recita un versetto del “Cantico dei Cantici” della Bibbia (un inno esplicito all’amorosità). Da lì Maupassant ha tratto il titolo del suo penultimo romanzo, pubblicato nel 1889, quattro anni prima della sua precoce morte, a soli 43 anni e devastato dalla malattia fisica e psichica (il suo ultimo romanzo, “Nôtre coeur”, uscirà nel 1890, un anno dopo “Forte come la morte”). Il titolo afferma l’irriducibilità della passione lungo tutta una vita e a sperimentare questa familiarità con la passione amorosa è il protagonista del romanzo, Olivier Bertin, noto e stimato artista pittore. Lui è un borghese ma la sua fama gli apre i salotti dell’aristocrazia parigina perché per i signori e le dame è molto “chic” farsi fare il ritratto da Bertin. E così l’artista un bel giorno si è innamorato della contessa Any, moglie del conte di Guilleroy: Olivier é amico della coppia ma diventa amante della moglie, naturalmente all’insaputa del marito. Nella sua passione adulterina il pittore è fedele, la “liaison” dura anni. Sarà un amore sbagliato, insomma, ma sincero e duraturo. Olivier ha passato la sessantina (diciamo che é quasi vecchio, per quell’epoca) e percepisce l‘ombra incombente del tempo che si fa breve. A questa ombra si aggiunge la sensazione di non essere più tanto osannato come artista, qualche critico giudica che Bertin è ormai un po’ sorpassato, nell’arte francese di quegli anni stanno succedendo cose nuove da cui lui resta fuori. Succede poi che la contessa Any de Guilleroy e il conte hanno una figlia diciassettenne che vive perlopiù in Normandia, presso la nonna: ma adesso, sbocciata con grazia sulla soglia dell’età adulta, torna a Parigi: è molto bella, molto giovane, piena di freschezza. Tutti la ammirano e notano come la ragazza (Annie) assomigli tale e quale a sua madre Any quando lei aveva la sua età. La madre se ne inorgoglisce ma poi a poco a poco avverte anche la sensazione di essere ormai tagliata fuori da quella bellezza, già lei ha primi segni di rughe e malinconia. Olivier dal canto suo scopre nella ragazza Annie quasi una memoria della bellezza antica della sua amante e guarda alla giovane persino con un moto paterno ma poi ne avverte anche tutta la grazia femminile. La situazione sentimentale si fa ingarbugliata, nervosa, delicata: al lettore il compito e il piacere di conoscere la vicenda. Maupassant esplora da par suo con acutezza il mondo scintillante ma anche spesso vacuo e ipocrita dell’aristocrazia e dell’alta borghesia parigine. Ma oltre a ciò, a differenza di altri suoi romanzi, qui lo scrittore sembra entrare indirettamente in scena con il proprio vissuto personale: il romanzo ha infatti traccia di accenni autobiografici perché il turbamento di Olivier Bertin per il tempo che passa, la vecchiaia che si avvicina, la notorietà come una droga che viene un po’ a mancare, coincidono con l’esperienza del Maupassant appena quarantenne ma già minato nella salute e affaticato da mondanità e seduzioni effimere. L’ombra del tempo che inesorabilmente passa e l’enigma delle passioni sono una realtà che lo scrittore tocca con mano e trasfonde in un romanzo di movimento e ricchezza stilistica ma anche intimistico e amaro.