Circolo dei Libri

Per condividere con altri il gusto della lettura, che per principio è individuale ma poi può anche farsi compagnia.

17maggio
2019

Marta Morazzoni

Guanda

In volo, indietro nei millenni, restando qui e ora. Ecco il miracolo della letteratura, arricchito dalla fragranza remota degli antichissimi miti greci. Con questi racconti di Marta Morazzoni i miti ellenici (per molti di noi una reminiscenza scolastica) ci vengono presentati fuori da ogni diligenza accademica, nel loro vago e affascinante impasto di uomini e dèi, odore della terra e segni dell'olimpo. Oso dire che quella di Marta Morazzoni è una sorta di libera trasposizione cinematografica dei miti greci ma senza cinepresa bensì con la penna, anzi la tastiera, ovvero una superba scrittura. Agamennone e la moglie Clitemnestra, la sorella di lei Elena, bellezza tale da scatenare una guerra di dieci anni, e poi Odisseo, Alcinoo e Nausicaa, e Teseo perso nel labirinto e salvato dai fili bianchi di Arianna, e le regine e i re, i guerrieri in armi e i vascelli dalle vele gonfie sull'azzurro del mare greco (il dio del mare un giorno se ne esce dall'acqua e con corporalità umanissima va a pranzare fra le colline), insomma tutti i personaggi, gli eventi, le scene dei miti vengono raccontati in presa diretta dallo sguardo colto, attento, divertito, sensibile della regista-scrittrice. Da tempo sostengo che Marta Morazzoni possiede lo stile più raffinatodi questi ultimi decenni di narrativa italiana. La conferma viene dall'eleganza, dalla musicalità, dalla signorilità stilistica con cui l'autrice ricostruisce queste antichissime e intriganti vicende di uomini e dèi che tanto nutrono, al di sopra e al di sotto della soglia della coscienza percepita, la nostra storia individuale e collettiva. Morazzoni si permette felici licenze immaginose, non bada alle sottigliezze di dettaglio di vicende che già di loro hanno l'incertezza dell'imprecisione: non esistono copioni originali e unici dei miti, essi si avvolgono nelle spire della loro vaghezza e dei loro significati nascosti. La scrittrice fa tuffare il lettore dentro le luci, le stagioni, gli odori di luoghi ed epoche. Ci fa sentire il sole a picco sulla terra arsa, la dolcezza di declivi cosparsi di ulivi e vigne, la riga azzurra del mare appena diversa da quella del cielo, il bianco delle case. E ci fa toccare le passioni, le pulsioni, i desideri palesi e nascosti di quegli uomini, donne, dèi, semidèi, facendoci scoprire quanto quella carnalità e quell'ansia d'esistenza assomiglino alle nervature sensibili nostre, immutate. Non ci sono troppe trame, c'è la minuziosa narrazione di atmosfere, luoghi, gesti; e sentimenti, struggimenti umanissimi. Gli epiloghi si sfilano in una vaghezza fioca, in una incognita che mantiene aperto il mistero. La scrittrice non concede nulla alla facilitazione didattica e presenta i suoi protagonisti senza troppe informazioni. Tocca a noi scegliere se correre a far capo a qualche libro scolastico (o a wikipedia) oppure, forse meglio, lasciarsi andare alla ipnosi sontuosa di questi racconti, con il tempo lento della lettura. Capire tutto, in fondo, non è così necessario: più di tutto il resto, in questi racconti si gioca l'avventura della narrazione pura. I miti, nella notte dei tempi e oggi, dicono e ridicono la trama ineffabile e possente delle passioni umane, parlano anche alla nostra ragione e al nostro cuore.